Pagina pubblicata il 24 aprile 2026
Il 28 febbraio 2026, dopo che i negoziati sul programma nucleare iraniano tra i governi dell'Iran e degli Stati Uniti erano stati improvvisamente interrotti, è cominciato un massiccio attacco aereo di Israele e Stati Uniti contro l'Iran. L'aggressione rapidamente si è estesa ad un attacco generale alle infrastrutture militari ma anche a quelle civili che gli aggressori consideravano di importanza militare. L'Iran immediatamente ha risposto con massicci lanci di missili e droni non solo contro Israele, ma anche contro le basi americane nell'area del Golfo.
Come al solito, Israele e e Stati Uniti hanno effettuato uccisioni mirate di leader nemici, cominciando con la Guida Suprema Khamenei. Durante il primo giorno di bombardamaenti, per lo più realizzati con missili da crociera a lungo raggio, una scuola elementare femminile a Minab è stata colpita, con più di 170 vittime.
La guerrà si è poi estesa a scambi di colpi sulle infrastrutture energetiche, coinvolgendo tutti i paesei del Golfo Persico. L'Iran ha quindi bloccato lo stretto di Hormuz, uno punto di strozzamento vitale del traffico marittimo mondiale.
Ho scelto come rappresentazione simbolica della guerra la distruzione della sinagoga di Rafi'-Nia a Teheran (7 aprile). Le forse armate israeliane hanno ammesso la loro responsabilità, sostenendo che era un danno collaterale all'attacco contro un comandante militare iranianiano. Due annotazioni su questo: hanno ammesso di attaccare una sngola persona usando testate esplosive ad alto potenziale, capaci di distruggere un intero isolato. Così la responsabilità di un tentativo di assassinio condotto sconsideratamente in un modo che avrebbe certamente causato gravi danni e numerose vittime innocenti. E c'era un luogo di culto ebraico nelle vicinanze. Ma osservando il danno, sembra possibile che la sinagoga fosse il bersaglio principale, dato che è stata colipita e distrutta in mezzo ad altri edifici rimasti pressoché intatti. Questo può avre senso: la comunità ebraica di Teheran è leale all'Iran, non ad Israele. Lo stato di Israele non rappresenta tutti gli ebrei del mondo, che in molti casi si oppongono ad esso. Se avessero avuto il minimo rispetto per la loro religione, le forze di Israele non avrebbero attaccato un bersaglio vicino ad una sinagoga (un'azione che hanno confessato), molto meno la sinagoga stessa come potrebbe apparire dalle immagini.
L'organizzazione libanese filoiraniana Hezbollah si è unita al conflitto lanciando razzi contro Israele, che ha cominciato attacchi aerei e un'invasione di terra in Libano.
L'8 aprile è stato raggiunto un cessate il fuoco, ma Israele ha continuato a bombardare il Libano per alcuni giorni. Senza sguire tutti gli eventi, al momento in cui scrivo si sta osservando una fragile tregua, ma lo stretto di Hormuz è ancora chuiuso dato che gli Stati Uniti stanno bsottoponendo a blocco l'Iran che reagisce bloccando tutto il traffico.
inizio paginaÈ significativo che una gran parte di quello che ho scritto (vedere "Guerra senza fine" prima parte) sulla precedente aggressione all'Iran, che è avvenuta nel 2025, è ancora valido.
C'è anche un'importante somiglianza con l'aggressione della Russia contro l'Ucraina (vedere anche qui).
Israele e USA volevano cogliere l'opportunità di colpire di sorpresa e cogliere la maggior parte dei leader iraniani durante la prima notte di attacchi. Credevano che gli iraniani fossero pronti a ribellarsi al regime, in seguito alle manifestazioni che esso aveva schiacciato sanguinosamente all'inizio del 2026. Contavano ahce che forze curde avrebbero invaso il nord del paese unendosi ai curdi iraniani in un'offensiva di terra.
Questo è molto simile all'aspettativa russa di avere tutti gli ucraini di lingua russa dalla propria parte, insieme con molti altri ucraini. Una grossa differenza è che la Russia non ha tentato di uccidere i leader ucraini a casa o in ufficio, contando semplicemente su una loro rapida fuga. Per i russi l'occasione da cogliere era legata al rischio che l'Ucraina facesse accordi con la NATO e L'Unione Europea tali da rendere un attacco militare non fattibile.
Ma in entrambi i casi le cose sono andate in modo molto diverso: la popolazione si è stretta attorno al governo; i leader ucraini sono rimasti a combattere invece di fuggire, mentre quelli iraniani sono morti ma il regime non è collassato. In entrambi i casi gli aggressori hanno grossolanamente sbagliato i loro calcoli.
Il regime iraniano è una struttura complessa, collegiale, e non è per niente us sistema personalistico basato su pochi leader o solo uno. Certo Netanyahu e Trump sono convinti che il resto del mondo sia governato da persone come loro. Ma l'Iran non lo è. Ancor più, la tradizione religiosa iraniana è profondamente basata sul culto del sacrificio dei leader. Essi onorano l'Imam Alì ed i suoi figli Hussein e Hassan, tutti uccisi dai loro nemici. L'anziano Khamenei ha tteso tranquillamente il martirio - e non era affatto a capo dell'Iran come Trump è, vorrebbe essere, a capo degli Stati Uniti, e Netanyahu di Israele.
Più ancora, è vero per ogni popolo con una storia di indipendenza che un attacco straniero causa lo stringersi attorno alla bandiera: anche se la maggior parte degli iraniani non è favorevole all'attuale regime, hanno immediatamente dimenticato la loro opposizione ed hanno serrato i ranghi col governo. È anche ovvio che bombardare scuole, università, ponti installazioni energetiche non è un attacco contro il governo, ma contro la nazione nel suo insieme. È quindi logico aspettarsi che l'intera popolazione si schieri con i leader.
In conclusione, sia gli errori iniziali sia le successive azioni sconsiderate dell'Israele di Netanyahu e degli Stati Uniti di Trump sono state alquanto coerenti con quelle della Russia di Putin.
Le altre considerazioni che ho fatto sull'aggressione precedente contro l'Iran restano valide, come dicevo prima, vedere qui.
inizio paginaSembra che le leadership di Israele e Stati Uniti in generale abbiano una grande opinione di se stesse e una molto scarsa dei loro nemici. Hanno semplicemente ignorato il fatto che l'Iran si sarebbe potuto preparare a rispondere in modo asimmetrico alla loro aggressione. Certo l'Iran non può competere simmetricamente alle forze aeree di Israele e degli Stati Uniti. Avevano preparato, invece, una risposta asimmetrica che implicava il coinvolgimento di tutti gli altri paesi del Golfo Persico che ospitano basi americane.
Subito all'nizio delle ostilità l'Iran ha colpito un radar estremamente importante per l'allarme precoce antimissile, usato dagli Stati Uniti per rilevare i lanci dall'Iran. Hanno anche colpito parecchi sitemi THAAD, disabilitando in modo efficace le migliori difese antimissile disponibili nelle basi americane. Nei successivi attacchi nell'area diel Golfo e su Israele, i missili iraniani hanno mostrato di poter evadere i sistemi di difesa sia americani sia israeliani in modo significativo.
Quando Stati Uniti e Israele hanno cominciato a colpire le infrastrutture iraniane, anche gli iraniani hanno cominciato a colpire infrastrutture energetiche e siti industriali. Uno delgi effetti più importanti è stata la distruzione di due treni di liquefazione del gas nell'impianto di Ras Laffan in Qatar. Oltre a quello, hanno infine sganciato la loro vera "bomba atomica", chiudendo lo stretto di Hormuz. Quest'azione ha sconvolto una parete importante delle consegne di petrolio e gas ma anche di fertilizzanti, alluminio e atri materiali importanti verso il resto del mondo. Uno studio esteso delle conseguenze della chiusura dello Stretto per il mondo si trova nel numero 3/2026 "In trappola" della rivista italiandi geopolitica Limes.
Evidentemente la leadership degli Stati Uniti non aveva considerato le potenziali azioni dell'Iran ed i loro effetti globali, e non aveva nessun piano per contrastarle. È molto facile creare una minaccia significativa contro ogni nave che cerchi di passare attraverso Hormuz. Distruggerle tutte non è necessario, il rischio di essere colpite è abbastanza per forzare tutte le navi ad evitare anche solo di tentare il passaggio - dato che il costo delle assicurazioni è salito alle stelle, oltre al fatto puro e semplice di non rischiare vite umane e danni materiali in modo non necessario.
Nonostante la loro potenza militare, Stati Uniti e Israele non sono in grado di riaprire lo stretto in modo sicuro, contro l'Iran. Questo comporterebbe l'impiego di truppe a terra, almeno sulle isole dello stretto, con gravi perdite ed una potenziale sconfitta totale. All'Iran basta mantenere una piccola minaccia per limitare significativamente il traffico.
inizio paginaL'aggressione contro l'Iran da parte di Stati Uniti e Israele è assolutamente illegale rispetto alla carta delle Nazioni Unite. Gli aggressori non hanno nemmento tentato di motivare adeguatametne le loro azioni, tantomeno di seguire le procedure previste nella Carta. Questa guerra è pertanto illegale e ingiustificata tanto quanto, ad esempio, l'aggressione della Russia contro l'Ucraina cominciata nel 2022, che sta ancora continuando.
Dato che nessun atto di aggressione era stato commesso dall'Iran, si sarebbe potuta invocare soltanto una "minaccia alla pace". Ma questo non è accaduto: nessuna prova che l'Iran stesse realmente minacciando la pace nel mondo è stata data prima della'attacco, nelle sedi appropriate - cioè gli organi delle Nazioni Unite.
Essendo gli Stati Uniti un membro permanente del Consiglio di Sicurezza, non ci si può attendere alcuna risposta a questa violazione della Carta da parte delle Nazioni Unite.
Da un punto di vista puramente ideale, è notevole che siano state applicate sanzioni severe alla Russia da parte di parecchi paesi a causa dell'aggressioni all'Ucraina, anche se queste azioni sono state compiute al di fuori delle procedure delle Nazioni Unite. Nessuno si può aspettare che qualche nazione anche solo provi ad applicare sanzioni agli Stati Uniti, per parecchie ragioni. Perciò il cosiddetto "diritto internazionale" ha mostrato la sua totale inadeguatezza in questo caso, come in molti altri.
Se consideriamo altre azioni di Israele, estesametne descritte anche nella pagina precedente "Guerra senza fine", anche senza alcun riferimento a questa recente aggressione ci sono motivazioni sufficienti perché l'Unione Europea sospenda l'accordo di associazione con Israele, come richiesto nella petizione ufficiale che Eurinome supporta.
inizio paginaSembra che Israele non voglia finire questa guerra. In relatà, Israele è impegnato nella "guerra senza fine", mentre il governo statunitense ha bisogno diperatamente di una conclusione, ma non è capace di trovarla. Questa è una guerra senza fine in entrambi i significati della parola, la fine e il fine, almeno per gli Stati Uniti. Per Netanyahu personalmente ha un fine, nel senso che ha bisogno di uno stato di guerra perpetuo per conservare il suo posto come premier israeliano e la sua libertà personale, minacciata da iniziative giudiziarie in corso. Il governo israeliano nel suo insieme ha anche bisogno di evitare la frammentazione interna dello stato di Israele, che oggigiorno può trovare l'unità soltanto davanti ad una minaccia esistenziale. Per il presidente Trump non c'è mai stato un fine, a parte sforzarsi di tenere Israele sotto controllo - ma in realtà è Israele che sta tenendo gli Stati Uniti sotto controllo, almeno finora.Trump non si può permettere una guerra lunga senza il rischio, o meglio la certezza, di perdere le prossime elezioni ed in ogni caso perdere virtualmente tutto il supporto del suo sptesso elettroato. Non dimentichiamo che un punto fondamentale del suo programma elettorale era tenere gli Stati Uniti fuori da guerre lunghe e onerose in aree lontane.
I paesi dell'Asia sono i più danneggiati da questo conflitto, ma non sembra che stiano facendo nulla di costruttivo per finirlo, con la notevole eccezione del Pakistan, che sta ospitando i tentativi di negoziato. La cina sta probabilmente contando sulle riserve che si è preparata prima del conflitto, e sta semplicemetne aspettando che gli Stati Uniti si ritirino come hanno fatto in Afghanistan.
L'Europa, intendendo l'area geografica, perché l'Unione Europea non è un soggetto geopolitico, sta dando un deprimente spettacolo di inettitudine, con poche eccezioni. Considerati i danni che stanno subendo, gli stati europei dovrebbero semplicemente fare quello che alcuni hanno fatto: proibire l'uso delle basi statunitensi e chiudere i loro spazi aerei, il che distruggerebbe la possibilità di coninuare la guerra per gli Stati Uniti. Ma sono troppo deboli ed inetti per farlo, ad eccezione della Spagna e forse della Francia. Tutti gli altri, a parte alcune dichiarazioni puramente verbali sul fatto che "non è la nostra guerra" (Regno Unito, Italia, Germania), non stanno facendo niente, anche se Trump li sta rimproverando di non essere cooperativi per via di questa inerzia (li vorrebbe con lui ovviamente). are not doing anything useful, even if Trump is scolding them for being uncooperative. Sono solo inerti. L'iniziativa per tenere aperto Hormuz dopo la fine delle ostilità è semplicemente patetica: è solo per var vedere che fanno qualcosa, anche se non stanno facendo niente. L'unico con una posizione chiara è il premier spagnolo Sanchez, che sta anche agendo a tutti i livelli, inclusa l'iniziativa per la sospensione dell'accordo dell'UE con Israele di cui abbiamo aprlato più sopra. La posizione della Francia non è altrettanto chiara, mentre è imporante notare che Italia e Germania si stanno opponendo alla sospensione dell'accordo UE-Israele.
Così sembra che il modo intero stia scivolando verso una crisi globale economica e politica,, e nessuno è in grado di fermarlo. La nazione guida del mondo è ora guidata da un individuo impulsivo, imprevedibile, sboccato, narcisista che segue gli impulsi di un criminale perfido, crdudele e spietato ricercato dalla Corte Penale Internazionale. La seconda potenza mondiale non vuole prendere la guida, preferendo aspettare l'autodistruzione della prima, mentre la possibile terza forza (un'Europa unita, che di fatto oggi non esiste) è guidata da una classe dirigente inetta.
Speriamo che non distruggano il mondo insieme con se stessi.
Alberto Cavallo - 24 aprile 2026
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